Maratona di Roma 2027: il ritorno a una città che mi ha ferito, formato e insegnato a non mollare

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Maratona di Roma 2027
Maratona di Roma 2027 significa per me molto più di una gara. Il racconto del mio ritorno alla corsa in carrozzina, tra sacrifici, emozioni, inclusione e la voglia di percorrere ancora 42 chilometri con la forza delle braccia.

Ci sono decisioni che nascono in pochi secondi e altre che, invece, maturano lentamente dentro di noi, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, pensiero dopo pensiero. La mia iscrizione alla Maratona di Roma 2027 appartiene senza dubbio alla seconda categoria, perché non è stata una scelta fatta d’impulso, ma il risultato di emozioni, ricordi, sacrifici e riflessioni che negli ultimi mesi hanno ricominciato a bussare con forza dentro di me.

Quando ho ripreso ad allenarmi e ho ricominciato a spingere la mia carrozzina con continuità, ho capito quasi subito che dentro di me qualcosa si stava riaccendendo. All’inizio erano soltanto pochi chilometri, qualche uscita per ritrovare il ritmo, qualche sensazione da ascoltare per capire come avrebbe risposto il corpo dopo una pausa. Poi, allenamento dopo allenamento, ho iniziato a sentire quella fame che chi ama davvero la corsa conosce bene. Una fame che non riguarda soltanto il risultato, ma riguarda il bisogno di mettersi alla prova, di sentire la fatica, di guardarsi dentro e capire fino a dove si può arrivare.

Ed è proprio in uno di quei momenti che la Maratona di Roma 2027 è tornata con forza nella mia testa.

Il 28 aprile ho fatto qualcosa che per molti può sembrare semplice, ma che per me ha avuto un peso enorme. Ho completato ufficialmente la mia iscrizione alla Run Rome The Marathon, in programma il 14 marzo 2027. Nel momento in cui ho confermato l’iscrizione, dentro di me sono passati anni di vita, anni di lotte, anni di sport, anni di disabilità vissuta sulla mia pelle ogni singolo giorno.

Perché la Maratona di Roma 2027 per me vale più di una semplice gara

Parlare della Maratona di Roma 2027 significa inevitabilmente parlare anche di Rome, una città che ha rappresentato una parte enorme della mia vita.

Roma è la città in cui ho vissuto per trentatré anni, una città che mi ha formato, che mi ha insegnato a crescere, che mi ha dato tanto, ma che allo stesso tempo mi ha anche fatto vivere sulla mia pelle cosa significa affrontare la quotidianità da persona con disabilità in un contesto spesso poco accessibile.

Per chi cammina, molte cose sembrano normali, per chi vive in carrozzina, invece, ogni buca, ogni marciapiede troppo alto, ogni attraversamento mal progettato, ogni strada dissestata può trasformarsi in una barriera concreta. Per anni ho convissuto con tutto questo. Ho affrontato situazioni che mi hanno fatto arrabbiare, mi hanno fatto sentire impotente e, in alcuni momenti, anche profondamente stanco.

Roma, in alcuni periodi della mia vita, mi ha fatto sentire quasi imprigionato.

Eppure esiste anche un’altra faccia di questa città.

Esiste la Roma dello sport.

Esiste la Roma delle partenze all’alba.

Esiste la Roma delle strade chiuse al traffico e aperte ai sogni.

Esiste la Roma che, quando indosso un pettorale, riesce ancora a farmi venire i brividi.

Ed è per questo che la Maratona di Roma 2027 non è semplicemente una gara nel calendario. È una sfida personale, una storia di ritorno e una forma di riconciliazione con una città che mi ha fatto soffrire, ma che nello sport continua a regalarmi emozioni immense.

I ricordi delle mie maratone sono ancora vivi

Nel momento in cui ho deciso di affrontare ancora la Maratona di Roma 2027, nella mia testa sono passate tutte le immagini delle edizioni precedenti.

Ho rivisto i miei primi chilometri, la tensione della partenza, il rumore del pubblico, i volontari, gli sguardi delle persone che cercavano di capire cosa stessi facendo.

Ho rivisto ogni momento in cui mi sono presentato con una carrozzina normale e con un pettorale normale, senza chiedere scorciatoie, senza chiedere categorie speciali, senza chiedere di essere trattato in modo diverso.

Io non voglio correre per essere guardato come un simbolo.

Io voglio correre per essere guardato come una persona.

L’ultima volta che ho vissuto tutto questo è stata nel 2025, insieme alla mia amica Monica, con la quale ho condiviso una delle esperienze più forti della mia vita sportiva.

Con Monica non ho condiviso soltanto una gara. Ho condiviso silenzi, sorrisi, fatica, momenti di crisi e quella complicità che nasce soltanto quando affronti qualcosa di così intenso insieme.

Ripensare a quella giornata è stato uno dei motivi che mi ha spinto a iscrivermi ancora alla Maratona di Roma 2027.

La preparazione della Maratona di Roma 2027 è già iniziata dentro di me

Anche se mancano ancora mesi al grande giorno, la preparazione della Maratona di Roma 2027 è già iniziata.

È iniziata nel momento esatto in cui ho deciso di ricominciare a correre.

Ogni allenamento che faccio oggi ha già dentro un pezzo di quel 14 marzo 2027.

Ogni chilometro percorso, ogni spinta fatta con le braccia, ogni momento in cui il corpo chiede di fermarsi ma la testa decide di continuare, rappresenta già una parte del percorso.

Preparare la Maratona di Roma 2027 per una persona che corre in carrozzina non significa soltanto accumulare chilometri.

Significa lavorare sulle spalle.

Significa proteggere la schiena.

Significa ascoltare i muscoli.

Significa gestire i recuperi.

Significa imparare a convivere con la fatica mentale oltre che fisica.

Molte persone vedono il traguardo, vedono la medaglia, vedono il sorriso finale, ma dietro una maratona esiste un lavoro quotidiano fatto di disciplina, organizzazione e sacrificio.

La Maratona di Roma 2027 sarà la mia quarta volta

Se tutto andrà come spero, la Maratona di Roma 2027 sarà la quarta volta in cui affronterò 42 chilometri e 195 metri.

E ogni volta che mi trovo davanti a questa distanza, sento la stessa emozione.

So perfettamente che ci saranno momenti difficili.

So che ci saranno allenamenti in cui il corpo sembrerà non voler collaborare.

So che ci saranno giornate in cui sarà più facile cercare una scusa per fermarsi.

Ma so anche una cosa ancora più importante.

So chi sono.

E so che quando decido di credere davvero in un obiettivo, faccio di tutto per arrivare fino in fondo.

La Maratona di Roma 2027 non sarà soltanto una prova fisica. Sarà una prova di testa, di carattere, di identità.

Correre come persona, non come disabile

Una delle cose che porto nel cuore di questo percorso è la possibilità di vivere le gare senza essere etichettato.

Questo per me ha un nome preciso: Alessandro Gargottich.

Alessandro per me non è soltanto un amico. È un fratello.

Grazie alla Podistica Fiamma Trieste, ho avuto la possibilità di partecipare alle gare sentendomi davvero parte di qualcosa.

Non come disabile.

Come persona.

Può sembrare una frase semplice, ma chi vive ogni giorno con una disabilità sa bene quanto questo faccia la differenza.

La Maratona di Roma 2027 sarà anche questo.

Sarà la conferma che io posso stare su quella linea di partenza con una carrozzina normale e con un pettorale normale, esattamente come chiunque altro.

La Maratona di Roma 2027 sarà anche una battaglia culturale

Ogni volta che corro, non corro soltanto per me stesso.

E anche la Maratona di Roma 2027 non farà eccezione.

Correrò per tutte quelle persone con disabilità che vorrebbero vivere emozioni come queste, ma che ancora oggi si scontrano con barriere economiche, culturali, organizzative e sociali.

Correrò per chi si sente escluso.

Correrò per chi pensa di non essere abbastanza.

Correrò per chi ha smesso di credere nei propri sogni perché troppe volte qualcuno gli ha detto che certe cose non sono fatte per loro.

Ogni chilometro della Maratona di Roma 2027 avrà dentro anche loro.

Perché io continuo a credere che l’Italia debba diventare un Paese più giusto, più umano e soprattutto più inclusivo per tutte le persone con disabilità.

Il 2027 sarà un anno pieno di obiettivi

Se tutto andrà come spero, il 2027 sarà un anno intenso, pieno di gare, progetti, incontri e nuove sfide.

Ma dentro tutti questi obiettivi, la Maratona di Roma 2027 avrà un posto speciale.

Perché Roma, nel bene e nel male, continuerà sempre a far parte della mia storia.

E tornare ancora una volta su quelle strade significa dimostrare a me stesso che il passato non può decidere il mio futuro.

Il 14 marzo 2027 io sarò lì.

Con la mia carrozzina normale.

Con il mio pettorale normale.

Con la forza delle mie braccia.

Con la gioia nel cuore.

E con la consapevolezza che ogni metro percorso alla Run Rome The Marathon non parlerà soltanto di sport, ma parlerà soprattutto di dignità, libertà e inclusione vera.

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