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Legge 104, cosa dice la legge in caso di truffa

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Chi può avvalersi della legge 104 sono, in linea generale: i disabili, i genitori (in ipotesi anche adottivi o affidatari), i figli invalidi gravi, il marito o la moglie, i parenti o affini fino al secondo grado in condizione di disabilità, quelli fino al terzo, se i genitori o il coniuge hanno superato i sessantacinque anni o sono  inabili.

Per poter godere delle facilitazioni e dei particolari permessi (pagati) accordati dalla 104, occorre che la condizione di severa disabilità della persona verso la quale si esercita l’assistenza sia acclarata e certificata da un’apposita commissione sanitaria.

I permessi nella legge 104

I permessi a favore di chi assiste, in particolare, possono consistere in: riposi giornalieri di una o due ore; oppure in riposi di tre giorni mensili (divisibili in ore).

Altri permessi sono poi riconosciuti ai genitori di figli con disabilità che abbiano al massimo tre anni oppure un’età tra i tre e i dodici: peraltro va rammentato che questo non vale se c’è un ricovero a tempo pieno, vale a dire sulle 24 ore continuative in una struttura pubblica o privata.

Come leggiamo quasi tutti i giorni sui giornali, la legge 104 si è prestata e si presta purtroppo a una serie di abusi, i quali talvolta possono sfociare anche nel vero e proprio delitto di truffa ai danni dell’erario.

Cosa stabilisce la Cassazione

Su quando si possa configurare il reato, la Cassazione ha stabilito quanto segue: in estrema sintesi, è colpevole di truffa chiunque non si avvalga del permesso allo scopo esclusivo di prestare accudimento a una persona disabile.

Poiché è l’Inps a sborsare i soldi per il permesso retribuito, è abbastanza ovvio che si possa parlare di truffa nei casi, purtroppo neanche tanto rari, in cui il permesso sia utilizzato dal beneficiario per andarsene in vacanza o per un viaggio lampo all’estero.

Peraltro sempre la Suprema Corte ha stabilito che il carattere esclusivo e continuativo dell’assistenza non implica che il prestatore d’opera (molto spesso pubblico) sia obbligato ad accudire il disabile per l’intera giornata, ma questo ovviamente non significa che possa proprio andarsene in villeggiatura…

In altri termini: i permessi ex 104 sono riposi, non giorni di ferie.

Claudio Palmulli

Claudio Palmulli

Mi chiamo Claudio Palmulli, ho 28 anni e da quando sono nato non ho la possibilità di camminare. Anche se sono “diversamente abile” non mi sento diverso da nessuno e ho una gran voglia di combattere affinché le barriere architettoniche, che rendono me e gli altri prigionieri, cadano.

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