Leggi anche

Caregiver e assistenza domiciliare, cosa si deve fare

Caregiver e assistenza domiciliare, cosa si deve fare

Il caregiver o familiare assistente, come abbiamo già avuto modo di vedere si occupa a 360 gradi della salute del congiunto di primo grado, ma anche di tutte le sue necessità e delle commissioni che è impossibilitato a svolgere in prima persona. Per quanto riguarda il tipo di assistenza ed anche quella domiciliare, ecco tutto quello che bisogna sapere.

Caregiver, che cosa deve fare

Le attività del caregiver si differenziano in diverse categorie: è stata stabilita l’esistenza della ‘maniera diretta‘, ossia quella con la quale il caregiver si occupa di tutte le necessità primarie del disabile, e lo fa vestendolo, cucinandogli, lavandolo; e allo stesso modo esiste quella indiretta, che consiste nell’adempiere agli obblighi che un tempo appartenevano al congiunto.

Della maniera indiretta fa parte anche la tutela del paziente, qualora dimostri l’intenzione di farsi del male, e la tutela del prossimo, qualora invece sembri dimostrare tendenze aggressive. In questo caso la sorveglianza è attiva; nel caso della sorveglianza passiva, il caregiver deve vegliare sul paziente allettato o che ha altri problemi di questo genere, occupandosi di prevenire eventuali problematiche.

Cosa dice la legge di bilancio

Ad ogni modo, per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, nella Legge di Bilancio è stato destinato un fondo per i caregiver e per chi quindi si occupa gratuitamente di parenti con patologie.

La dotazione messa a disposizione tramite il fondo è di 20.000 euro per gli anni 2018, 2019 e 2020: questa serve per coprire gli interventi legislativi ma allo stesso tempo è utile per l’assistenza domiciliare, quindi dal punto di vista infermieristico o medico se la persona fa difficoltà a spostarsi e quindi andare direttamente in ospedale.

Apparentemente la dotazione, il cui totale ammonta a 60000 euro, appare congrua e significativa, ma in realtà considerando anche la presenza importante di caregiver diventa irrisoria. L’Italia, però, si sta impegnando per creare riforme sulla questione, come hanno fatto molti paesi dell’Unione Europea.

Claudio Palmulli

Claudio Palmulli

Mi chiamo Claudio Palmulli, ho 28 anni e da quando sono nato non ho la possibilità di camminare. Anche se sono “diversamente abile” non mi sento diverso da nessuno e ho una gran voglia di combattere affinché le barriere architettoniche, che rendono me e gli altri prigionieri, cadano.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *