#DAY13- CERIMONIA DI CHIUSURA

Diversamente sportivi

Le Paralimpiadi di Tokyo sono ufficialmente finite e con esse anche tutto quel che è stato vissuto, comprendendo anche le Olimpiadi, fin dallo scorso 23 luglio. Un’estate di sport atipica in un anno dispari, ma che ha regalato anche numerosissime gioie all’Italia: nello specifico paralimpico, 69 le medaglie conquistate, mai così tante, con 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi.

Nella mattina del 5 settembre è stata disputata, presso l’Asaka Shooting Range, l’ultima gara dei giochi: la gara di carabina a terra 50 metri SH1-R6 mista e l’Italiano in gara era Jacopo Cappelli. Purtroppo, l’azzurro ha chiuso 40° a quota 607.4, mentre la quota di qualificazione era esattamente 10 punti più su a 617.4. Con questa eliminazione l’Italia è fori dai giochi ma si porta a casa ugualmente una grande partita e una grande paralimpiade.

Tra la mattinata di giochi e la cerimonia di chiusura c’è stata la Conferenza stampa del Presidente del CIP Luca Pancalli – Segretario Generale e Chef de Mission Juri Stara. La cerimonia di chiusura è durata poco più di due ore e proprio come quella di apertura si è aperta con balli, canti e musica. Una figura di spicco che ha deliziato tutti i presenti con musiche sopraffine è la violinista Mizuki Shikimachi, 23 anni e un problema di natura cerebrale. Di seguito di è svolta la parata delle nazioni, in cui hanno sfilato solo i portabandiera per problemi tecnici.

Per l’Italia è stato scelto il diciottenne Matteo Parenzan, che all’età di 18 anni ha partecipato alle competizioni di tennistavolo per quel che riguarda la classe 6. Prima della parata vera e propria, si è svolto il primo momento solenne, con l’inno giapponese eseguito in corrispondenza dell’alzabandiera e il primo video volto a proiettare quella che sarà Parigi 2024. A seguito della parata sono stati assegnati gli I’mPOSSIBLE Awards, nati su iniziativa del Comitato Internazionale Paralimpico al fine di onorare scuole e organizzazioni che lavorano per un futuro più inclusivo.

Dopo la premiazione sono continuate la musica e le danze fino alla scesa del vessillo paralimpico e dei discorsi ufficiali di rito da parte delle autorità. Si continua con la marsigliese, in onore delle prossime Paralimpiadi, accompagnata non dal semplice canto, ma dalla lingua dei segni. Infine, è stata spenta la fiamma.

È stato un percorso pieno di soddisfazioni, lacrime, gioie per i nostri atleti. Hanno portato a casa tantissime medaglie e hanno ispirato milioni di persone. La loro forza e determinazione dovrà essere per tutti noi un esempio da seguire. La fiamma viva che ha arso questi giorni sta ad indicare il fuoco che arde in quegli atleti, la stessa fiamma che non li abbandona mai. Sono tutti, ognuno a modo proprio, fochi ardenti di vita, sogni e passioni. Niente e nessuno, tanto meno la disabilità, potrà mai fermare questi atleti, simbolo di costanza e impegno.

 

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