ARRAMPICATA PER DISABILI

Diversamente sportivi

Questo sport sta prendendo largamente piede tra le persone diversamente abili. Molte volte sono proprio associazioni e onlus, in unione alle autorità, a realizzare giornate e percorsi ricreativi dedicati a questa disciplina. L’arrampicata, che può essere eseguita su parete al chiuso oppure all’aperto, sembrare quasi un azzardo ma in realtà non è così. Perché, le persone che iniziano a far parte di queste giornate e percorsi saranno sempre supportate e tutelate da materiale specializzato come istruttori da pareti interne o guide alpine ed in più trarranno giovamenti sotto diversi aspetti.

Le due istituzioni ufficiali di riferimento per le competizioni di arrampicata sono:

  • A.S.I. Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, è l’organo a cui rivolgersi per ogni informazione riguardante questo sport, dove trovare la direzione sportiva e le linee guida per le squadre Nazionali.
  • IFSCInternational Federation of Sport Climbing, sito ufficiale della Federazione Imternazionale, dove trovare Calendari eventi internazionali, risultatati passati, rankings, foto, video e molto altro.

 

Elencando le tre macro-categorie della disabilitià, ovvero: relazionale, sensoriale e fisica, quasi tutti gli sportivi (con i giusti supporti) sapranno praticare discretamente questo sport.  Le persone che, in effetti, avranno più difficoltà nell’arrampicarsi saranno quelle con gravi menomazioni agli arti e di conseguenza in possesso di una forte disabilità fisica.

Come giusto che sia, prima di ogni arrampicata, in palestre dedicate oppure all’aria aperta, sarà sempre illustrato: il movimento dei primi passi, cosa sono gli appigli e cosa è utile per sfruttarli al meglio ed ancora le diverse posizioni vantaggiose (sia alla partenza che durante l’esperienza) per svolgere l’attività nella più alta sicurezza per tutti.

Praticano questo sport atleti in erba, che vogliono affrontare l’adrenalina della parete, oppure alpinisti che, a seguito di un incidente, hanno subito danni fisici permanenti ed hanno deciso di continuare a scalare. Questo tipo di atleti sono sempre un grande esempio da seguire, perché si sono rialzati li dove la maggior parte delle persone sarebbe rimasta a poltrire e lamentarsi. Quindi, ogni volta che un atleta ex normodotato rientra in carreggiata, è sempre un motivo di grande gioia sia a livello sportivo che a livello umano.

Sia l’esperienza in palestra che quella all’aperto giova alla persona che lo pratica grande beneficio. In base all’esigenza delle singole persone si trova la soluzione migliore. Senza dubbio, tra le due, la scelta più apprezzata è quella all’aria aperta perché, oltre all’attività in se, vi è anche una componente emotiva legata al posto naturale suggestivo. Molte volte l’arrampicata verrà usata come attività: educativa, rieducativa e terapeutica. 

Nell’arrampicata, il kit di azione è fondamentale! Sarà costituito da: corda, scarpette, imbragatura, freno per l’assicurazione del moschettone, rinvii e porta magnesite. Seguendo le direttive di fonti di riferimento è possibile distinguere due specialità, a seconda della parete e dell’andamento di esecuzione.

  • Lead: è la classica salita con la corda dal basso su pareti lunghe tra 15 e 25 metri; l’obiettivo è raggiungere il punto più alto possibile del tracciato. Nelle gare, la classifica viene determinata dall’ultima “presa” raggiunta.
  • Speed: è la specialità dove conta il tempo di salita su una parete di 10 o 15 metri, seguendo un tracciato convalidato dalla Federazione Internazionale e dunque identico in tutte le gare del mondo.

 

Sedi per praticare l’arrampicata è possibile distinguerle in diverse regioni, sarà molto facile trovare il centro più raggiungibile per te. Questo sport è una fonte di benessere a 360°; motivo di sfida con i propri limiti, uno sport che non solo insegna la competizione verso se stessi ma anche e soprattutto sviluppa l’inclusione sociale in un processo educativo e riabilitativo; un potente mezzo di recupero, sviluppo ed integrazione dei disabili.

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