Leggi anche

Legge 104 permessi sul lavoro, licenziamento per chi non assiste il familiare

Legge 104 permessi sul lavoro, licenziamento per chi non assiste il familiare

La Legge 104 prevede delle specifiche regole da tenere in considerazione come ad esempio la possibilità di poter prendere dei giorni di riposo dal lavoro per poter assistere il familiare in difficoltà, per accompagnarlo alle visite mediche o semplicemente per stargli accanto nei momenti di peggioramento.

Una “vantaggio” per chi ha avuto meno

La linea dura della Cassazione dell’ultimo periodo però fa comprendere che questo enorme vantaggio della Legge 104 non deve essere sfruttato a proprio favore, se non è, ovviamente, necessario per l’assistenza della persona disabile. Questo significa che un’assenza ingiustificata del lavoratore, che sfrutta il permesso della Legge 104 senza che ve ne sia una necessità, lede non soltanto la fiducia del datore di lavoro ma tutta la collettività che deve attivarsi per sopperire alla mancanza del singolo dipendente.

Chi, insomma, usufruisce di un permesso per assistere il parente disabile ma in realtà poi si occupa di tutt’altro – gita fuori porta, spesa, passeggiata con il cane o con gli amici -, può essere licenziato in tronco perché viene a mancare il rapporto di fiducia in genere presente tra datore di lavoro e dipendente.

Per far comprendere quanto quest’aspetto sia, giustamente, considerato importante, la Suprema Corte ha ritenuto, un po’ di tempo fa, che un’azienda avesse legittimamente assoldato un investigatore privato per seguire un dipendente che sembrava non prendesse permessi per assistere il disabile presente in famiglia ma per occuparsi di tutt’altro, di sue commissioni o semplicemente di divertimento.

La Cassazione sottolinea come questo tipo di comportamento sia “particolarmente odioso e grave” e di conseguenza fa intuire che il licenziamento disciplinare sia possibile, sia per la gravità della situazione sia per il tipo di permesso utilizzato per compiere poi altre attività. Inoltre, chi abusa dei permessi della Legge 104 che sono per di più retribuiti, “pesa sulla collettività“: la Cassazione, quindi, usa le maniere forti.

Claudio Palmulli

Claudio Palmulli

Mi chiamo Claudio Palmulli, ho 28 anni e da quando sono nato non ho la possibilità di camminare. Anche se sono “diversamente abile” non mi sento diverso da nessuno e ho una gran voglia di combattere affinché le barriere architettoniche, che rendono me e gli altri prigionieri, cadano.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *